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Sì, viaggiare!

“E potresti ripartire, certamente non volare, ma viaggiare…sì, viaggiare”

Possiamo finalmente ricominciare a programmare un weekend fuori porta o una vacanza, in totale sicurezza e con la flessibilità di cancellazioni senza penale anche fino al giorno prima della partenza. La maggior parte delle strutture ricettive, alberghiere ed extra-alberghiere, si sono infatti adeguate ai tempi un po’ incerti che stiamo vivendo, offrendo massima garanzia su sanificazione e igienizzazione e con termini di cancellazione che consentono di annullare la vacanza senza che vengano applicate penali.

Da fine aprile ci si potrà spostare tra le regioni: allora perché non vivere l’emozione di poter programmare, finalmente, una vacanza?

In questo lungo periodo di pandemia, la mia voglia di viaggiare ha ridimensionato i confini: i numerosi tours digitali che il web ha proposto, mi hanno fatto riscoprire la ricchezza e la bellezza del nostro paese, le nostre meravigliose architetture, i nostri incantevoli paesaggi, un’offerta gastronomica che può soddisfare il palato anche dei più esigenti!

Un’Italia da scoprire e da riscoprire.

Un’Italia che ha una gran voglia di ri-partire.

A differenza di altri paesi europei, la nostra Italia ha sofferto molto le chiusure, le restrizioni, i colori delle regioni: insufficienti i sostegni economici a tutte le attività, grandi e piccole, e una classe politica probabilmente non troppo efficiente di fronte ad una situazione così catastrofica e grave.

Ma la voglia di ri-partire non manca: c’è la voglia di riprendere a lavorare, a pieno ritmo, c’è la voglia di riassaporare la libertà e la spensieratezza anche di un semplice caffè al bar.

Già, piccole cose, ma è dalle piccole cose che, piano piano, forse, potremo tornare ad una sembianza di normalità.

Con senso di responsabilità, ci potremo riprendere la nostra vita, messa in una sorta di “standby” durato molto più di quanto potessimo mai immaginare.

Se i segnali di allentamento delle restrizioni non verranno mal interpretati come un “libera tutti” ma vissuti invece con intelligenza, potremo finalmente riprendere a viaggiare serenamente, assaporare il relax di un weekend fuori porta, non troppo lontano ma abbastanza distante dalle nostre pareti di casa, che ormai conosciamo a memoria e che cominciano a starci un po’ troppo strette.

Le offerte sono tantissime: basta solo scegliere che sia mare, montagna, campagna, città d’arte.

Chi, come me, ama moltissimo il proprio lavoro, non vede l’ora di poter accogliere e ospitare ancora, non vede l’ora di poter suggerire i migliori itinerari e le migliori offerte gastronomiche del luogo.

Una cosa è certa: saremo accolti a braccia aperte e da grandi sorrisi!

E allora sì…”potresti ripartire, certamente non volare, ma viaggiare…sì, viaggiare” (Lucio Battisti).

Possiamo non più volare con l’immaginazione di luoghi e paesaggi…ma viaggiare! Sì, viaggiare!

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Le Vele di Richard Meier: una “nave che ci condurrà verso un mondo nuovo”

La Chiesa di Dio Padre Misericordioso a Tor Tre Teste.

Vincitore del Concorso Internazionale indetto dal Vicariato di Roma nel 1996, l’Architetto Richard Meier realizza la costruzione di una Chiesa nel quartiere periferico di Tor Tre Teste in occasione del Giubileo del 2000: la Chiesa di Dio Padre Misericordioso o anche detta la Chiesa del Giubileo.

ll progetto molto ambizioso di Meier si sviluppa attraverso gli elementi di spazio, forma, luce, in un disegno che rappresenta metaforicamente una “nave che ci condurrà verso il Terzo Millennio”.

Le tre imponenti vele, tre è il numero che rappresenta la Trinità, sono collegate tra loro da ampie vetrate attraverso le quali la luce naturale ed i suoi molteplici e variabili mutamenti filtrano all’interno, rendendo lo spazio in costante relazione con il cielo ed i suoi colori e donando dinamicità alle forme.

La scelta del colore bianco per l’intera struttura, colore preferito e predominante nei progetti di Meier, rende le forme leggere ed è “il colore più bello in assoluto, perché dentro di esso si possono vedere tutti i colori dell’ arcobaleno. Il biancore del bianco non è mai solo bianco; è sempre trasformato almeno dalla luce e da ciò che sta cambiando; il cielo, le nuvole, il sole e la luna. La luce è il mezzo che ci permette di percepire e vivere ciò che noi chiamiamo sacro. La luce è all’origine di questo edificio. E come una nave, dovrà condurre l’umanità attraverso il terzo millennio” (Richard Meier).
Un’architettura, come la definisce lo stesso architetto, che connette ciò che è tangibile con ciò che è intangibile.

All’interno la concavità delle vele sembra un guscio che si contrappone e quasi sostiene le vetrate verso il cielo.
Per l’edificazione delle vele sono stati realizzati, in collaborazione con l’Italcementi, 256 pannelli, detti “conci”, prefabbricati autoportanti e autopulenti, costituiti da un conglomerato speciale di polveri di marmo di Carrara e additivi di ossido di titanio.

La forma dell’altare rievoca anche all’interno l’immagine della “barca”: l’altare infatti si trova ad occidente proprio perchè nella simbologia cristiana il sole ha sempre indicato Gesù come “luce del mondo” e la posizione dell’altare ad oriente evidenzia così il luogo dove Gesù “sorge” attraverso la Celebrazione Eucaristica, così come ad oriente sorge il sole. La facciata della navata, che simboleggia la “prua della barca”, si trova ad oriente, mentre l’altare si trova a “poppa” dove in genere si trova il motore di una nave.

Andai a visitare la prima volta il cantiere a lavori già avviati e fui molto felice di seguirne le varie fasi, con l’Università di Architettura Roma Tre.
Molto spesso rimanevo incantata, ammirando dal basso verso l’alto, la maestosità delle vele che nelle sue crescenti fasi di costruzione, si elevavano verso il cielo.
Altre volte mi soffermavo per più tempo all’interno, apprezzandone la semplicità delle forme e nello stesso tempo ne avvertivo il senso di purezza e sacralità, suggerito dal biancore e da quel filo diretto con l’infinito, il cielo, che le immense vetrate invitano ad ammirare.
Non vedevo l’ora di vedere l’opera compiuta.

L’inaugurazione della Chiesa di Dio Padre Misericordioso avviene nel 2003, in presenza dell’Architetto Richard Meier che ha spiegato le sue scelte architettoniche e i suoi obiettivi.

Sebbene possa apparentemente sembrare un’opera in contrapposizione con l’immenso patrimonio architettonico e archeologico della città di Roma, rappresenta invece la continuità di dialogo tra antichità e contemporaneità, continuità di dialogo che l’Architetto Richard Meier riproporrà con il progetto per il Museo dell’Ara Pacis, inaugurato il 21 Aprile del 2006 in occasione del Natale di Roma.

Indirizzo: Largo Terzo millennio, 8
Zona: Quartiere Alessandrino (Roma est)
Telefono: +39 06 2315833
Fax: +39 06 2315833
Sito web: www.diopadremisericordioso.it
Email: corrubo@libero.it
Facebook:http://www.facebook.com/pages/Dio-Padre-Misericordioso/370140806375946
Twitter: http://twitter.com/ParrocchiaDpm
ORARIO:
Tutti giorni ore 7.30-12.30 / 16.00-19.30
Durante le celebrazioni non è consentito visitare la Chiesa.

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Un giorno piovoso a Trastevere, tra i dipinti di Raffaello e le fotografie in bianco e nero di Lisetta Carmi

Anche in una giornata piovosa è possibile visitare e ammirare le ricchezze di Roma, nel bellissimo quartiere di Trastevere, così il nostro tour comincia a Villa Farnesina, in Via della Lungara.

Questa fastosa residenza fu commissionata dal banchiere Agostino Chigi a Baldassarre Peruzzi che arricchì le sale principali di meravigliosi dipinti dei più celebri artisti del ‘500 quali Raffaello, Giulio Romano, il Sodoma e Raffaellino del Colle.

I meravigliosi capolavori di Raffaello e degli artisti della sua scuola possono essere ammirati soprattutto nella Loggia di Psiche all’interno della quale sono rappresentate le celebri Storie di Amore e Psiche e nella sala di Galatea, così detta dall’affresco di Galatea, opera di Raffaello per il quale fece da modella la famosa cortigiana Imperia amata da Agostino Chigi e che, ad oggi, risulta uno dei maggiori capolavori dell’artista urbinate.

Ammirate le opere pittoriche di Raffaello, una passeggiata sotto l’ombrello ci porta a Piazza Sant’Egidio: qui la recente opera iper-realista in bronzo, realizzata dallo scultore canadese Timothy P. Schmalz, che rappresenta un senzatetto rannicchiato su una panchina totalmente avvolto da una coperta, ci conduce, forse in maniera quasi spontanea, alla “Trattoria degli Amici”, un’osteria speciale: gestita da una cooperativa sociale promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, in questa trattoria lavorano persone con disabilità affiancate da professionisti e amici, un importante progetto sociale quindi che abbiamo così potuto sostenere e al quale siamo stati molto contenti di contribuire, nel nostro piccolo, gustando un ottimo pranzo di cucina romana in un ambiente molto carino e accogliente.

Dopo l’ottimo pranzo, senza nemmeno riaprire l’ombrello, solo pochi passi verso il Museo in Trastevere che si trova di fronte, per ammirare la Mostra Fotografica (fino al 3 marzo) di Lisetta Carmi, uno straordinario percorso fotografico che racconta, attraverso scatti in bianco e nero, i tre temi, molto differenti tra loro, della metropolitana parigina, dei travestiti e della Sicilia. Un capolavoro fotografico che suggerisco assolutamente di non perdere!

Riapriamo l’ombrello e decidiamo di visitare, in pochi passi, la Chiesa di Santa Maria in Trastevere: la Basilica conserva il suo aspetto medievale nonostante numerose ristrutturazioni e ricostruzioni siano avvenute nel corso dei secoli a partire dal 340, anno della sua prima costruzione.

La facciata, adornata di meravigliosi mosaici dorati, anticipa gli stupefacenti mosaici dell’abside che mettono in meno risalto le bellezze delle decorazioni e dei dipinti delle cappelle laterali, delle colonne che costituiscono le tre navate e dell’Altare Maggiore. A sinistra dell’Altare Maggiore si può visitare la Cappella Altemps, decorata in stile barocco, dove si può ammirare la Madonna della Clemenza, un’immagine della Vergine a dimensioni naturali.

Sotto il portico della Basilica, vicino l’entrata della chiesa, si trova la scultura di Sant’Antonio, famosa per concedere i desideri ai propri devoti. Sono molte le persone che qui offrono al santo le loro richieste.

Nonostante la pioggia incessante, impossibile non goderci i negozi e le strade caratteristiche di questo incantevole quartiere, quindi in giro sotto l’ombrello per esplorare i vicoli e gustare un the speziato pomeridiano o un delizioso aperitivo.

La pioggia non ferma le bellezze di questa città eterna, ricca di storia, di arte e di cultura, anzi, in un certo senso, fa splendere ancora di più la pavimentazione di sanpietrini delle strade e dei vicoli storici rendendo tutto ancora più affascinante.

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